Antonio Iovine rivela: sistema corrotto, politici vicini ai Casalesi

iovine camorra corruzione

Antonio Iovine, pentito un tempo vicino ai grossi clan della camorra, ha confessato alle autorità che alcuni politici erano e sono tuttora vicini ai Casalesi e che, di conseguenza, il nostro sistema amministrativo è corrotto. Le parole del testimone sono da applicare ad un lasso di tempo compreso tra il 1997 e l’epoca attuale.

Gran parte degli affari ruoterebbe intorno agli appalti per le forniture di gas metano e interesserebbe Caserta e provincia. Gli accordi, stipulati tra camorristi e politici conniventi, fruttano denaro e assicurano un certo numero di voti.

Antonio Iovine afferma poi di essere stato chiamato in passato a gestire gli accordi tra il clan dei Casalesi ed i 7 comuni casertani raggruppati nel consorzio dell’agro aversano; al suo fianco Nicola Panaro e Michele Zagaria.

Le parole del pentito hanno indebolito ulteriormente la posizione di Lorenzo Diana, un tempo senatore e membro della commissione antimafia. L’uomo è adesso indagato: Antonio Iovine infatti sostiene che questi conoscesse perfettamente gli accordi esistenti tra gli esponenti di spicco della camorra casertana ed i sindaci di alcuni dei comuni interessati. Tuttavia, nonostante il ruolo ricoperto, decise di non ostacolare mai le operazioni dei Casalesi, almeno relativamente ai subappalti che puntualmente venivano affidati alle imprese protette dal clan camorristico.

Antonio Iovine poi sostiene persino che il senatore abbia deliberatamente deciso di aiutare la camorra creando una rete di contatti con altri sindaci e sfruttando quale garanzia la sua posizione all’interno della commissione antimafia. A quanto pare tali illeciti avrebbero fruttato al politico dei benefici pecuniari per il figlio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here