Ercolano: carenza di personale, turisti sbigottiti ai cancelli

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Ercolano, forse uno dei siti archeologici più interessanti d’Italia, per qualche tempo non potrà conquistare il cuore delle centinaia di turisti che annualmente si recano a visitarla. A causa della carenza di personale di vigilanza infatti la Sopraintendenza ai beni culturali ha deciso di chiudere le porte ai visitatori.

Alle 13 di oggi i cancelli sono stati chiusi; uno dei dipendenti infatti, per problemi di salute, non ha potuto recarsi al lavoro. Al momento non esisterebbero impiegati in grado di dargli il cambio. L’ovvia soluzione quindi sarebbe, almeno a parere degli esperti, chiudere gli scavi sin quando il dipendente non si sarà totalmente ristabilito.

Del resto Ercolano gode al momento dei servigi di 21 impiegati (7 per il mattino, 7 nella fascia pomeridiana e 7 custodi notturni) i quali devono da soli vigilare su un immenso patrimonio archeologico sorto in tempi antichissimi su circa 4 ettari di terreno.

Trovare il bandolo della matassa, date le sempre crescenti difficoltà in cui purtroppo versano le amministrazioni delle regioni italiane, non è semplice: per questo motivo le autorità locali hanno già chiesto ed ottenuto l’interessamento del ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini. Quest’ultimo, oramai da qualche tempo, lavora gomito a gomito con Massimo Osanna, sopraintendente ai beni culturali per trovare una soluzione al problema.

Intanto, è impossibile non notarlo, la malattia del povero impiegato costa al nostro paese più di qualsiasi altro malanno occorso ad un dipendente pubblico; chiudere, anche solo temporaneamente, uno scavo archeologico come quello di Ercolano si traduce infatti, soprattutto in questa fase dell’anno, in una massiccia perdita di denaro (oltre che in un danno all’immagine).

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