Gli archeologi contro l’Isis: tutelare arte e cultura

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Un gruppo di coraggiosi archeologi addestrati dal governo britannico arriverà presto in Siria ed in Iraq; la loro missione sarà quella di proteggere e tutelare l’arte e la cultura millenaria di questi luoghi dalla minaccia Isis.

Com’è noto il gruppo fondamentalista ha già distrutto preziosissime testimonianze di un passato ormai remoto: ciò perché raffigurare uomini e dei, almeno secondo la loro interpretazione del Corano, è un atto blasfemo. Si sono così sgretolati sotto i colpi indolenti dei picconi secoli e secoli di storia: il 20% dei siti archeologici iracheni non esiste più, una stima simile è purtroppo valida anche per i beni siriani.

Gli archeologi inglesi, in collaborazione con un gruppo di tecnici, partiranno alla volta di Siria ed Iraq, poi procederanno alla catalogazione delle opere d’arte qui presenti ed infine si adopereranno affinché possano essere risparmiate dall’Isis. L’esercito inglese insegnerà agli studiosi ad avere dimestichezza con alcune tecnologie parecchio utilizzate dai militari: dal radar all’esame del DNA, dalle armi ai più recenti ritrovati della tecnologia. Le operazioni troveranno compimento grazie alla collaborazione del British Museum con alcuni centri culturali di Baghdad, Bassora e della città di Sulaymaniyah.

Chi da anni studia i tesori del Medio Oriente afferma però che in genere l’Isis non soltanto distrugge i beni archeologici, ma smercia sul mercato nero statuette, monili ed altri oggetti ritenuti patrimonio dell’umanità. Ciò consente ai fondamentalisti di autofinanziarsi. Per questo motivo il progetto coinvolgerà presto anche le principali case d’aste le quali saranno invitate a potenziare i controlli e, ovviamente, sollecitate ad evitare acquisti sospetti.

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