Referendum in Grecia: vince il no, e adesso?

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Il referendum indetto da Alexis Tsipras per raccogliere il parere dei cittadini circa la possibilità di accettare le condizioni proposte dall’Eurogruppo per il salvataggio finanziario della nazione, ha dato il suo responso: i Greci, con un nettissimo 61% hanno detto no.

Il rifiuto della politica dell’austerity porterà l’Europa, e ovviamente Atene, ad affrontare una fase di stallo dalla quale dovrà poi derivare una scelta, stavolta decisiva. La Grecia rischia di essere estromessa dall’U.E., di contro l’Europa potrebbe scegliere di  proporre un accordo al ribasso. Yanis Varoufakis, attuale ministro dell’economia in territorio ellenico, ha lasciato chiaramente intendere che un dialogo tra le parti potrebbe concludersi in un accordo purché l’Eurozona proponga allo stato una soluzione accettabile.

Intanto urge aumentare la liquidità d’emergenza del paese: si attende quindi con una certa ansia la contromossa di Mario Draghi e della BCE. Ciò significa però che l’istituto creditizio dovrà a sua volta trovare un accordo con Merkel & Co., impresa al momento alquanto ardua.

Riprenderanno quindi le trattative tra Grecia ed Europa, nel frattempo Tsipras annuncia gli obiettivi per il futuro: rimettere in funzione le banche, studiare una riforma legislativa che possa saldare il debito pubblico non gravando interamente sulle spalle dei meno abbienti e procedere infine verso la stabilità economica.

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