Sergio Mattarella: i marò e gli operai rapiti in Libia torneranno a casa

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Sergio Mattarella, presidente della repubblica, ha dichiarato nel corso di queste ultime ore di voler dedicare all’intricata vicenda dei marò tutte le sue attenzioni: lo Stato, così afferma, farà di tutto affinché i due fucilieri della Marina Militare Italiana possano ritornare in patria.

Ma, prosegue ancora lo statista, quello di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non è l’unico caso spinoso a cui l’Italia deve al momento prestare attenzione. Sergio Mattarella corre con il pensiero alla vicenda dei quattro operai rapiti in Libia e alle loro famiglie.

Il ruolo del governo, sostiene il capo dello Stato, è proteggere tutti i cittadini che vivono e lavorano in patria o all’estero. Per questo motivo sarà necessario operare con determinazione e diplomazia tanto nel caso dei marò quanto nel caso degli ostaggi in mano ai dissidenti libici.

Il presidente della repubblica si è poi soffermato un attimo ad analizzare i complessi rapporti che legano il nostro paese agli stati facenti parte dell’Unione Europea: Sergio Mattarella ha affermato in questa occasione che l’U.E., in virtù della sua natura di confederazione, dovrebbe avere in questi casi un ruolo più attivo. E’ impensabile infatti che davanti al rapimento di quattro uomini e alla complessa vicenda giudiziaria dei marò, l’Europa si sia trincerata dietro cavilli legali e populismi.

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