Una moneta parrallela all’Euro, il piano di Varoufakis per la grecia

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Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis ANSA/AP Photo/Petros Giannakouris

Conversione Dracme con cambio alla pari, uno a uno, questa è l’ipotesi del ministro delle Finanze.

La Grecia è pronta e si sta preparando al peggio. Viste sfumare le trattative e i negoziati nelle ultime ore, il braccio duro di Berlino che ripete il suo NO, Atene ora è pronta ad affrontare il referendum, forse il più importante della sua storia.

Nel caso domenica prossima vincesse il SI, cosa plausibile visto il panico della popolazione, Tsipras dovrebbe lasciare il posto ad un nuovo governo, quindi un governo di Unità Nazionale in collaborazione con l’ex governatore Provoupoulos, oppure un nuovo esecutivo in cui farebbero parte solo i moderati di Syriza, dal Pasok e dai filo-europei di Potami, con Dragasakis come premier.

Qualora dovesse vincere il NO, lo scenario che si prospetta sarebbe completamente diverso. Ha le idee molto chiare Varoufakis infatti ha già presentato la sua strategia a Tsipras. Si andrebbe verso un nuovo “veicolo monetario”, una moneta parallela, che solo teoricamente sarebbe convertibile con l’Euro con un cambio di Uno a Uno. Moneta necessaria per poter permettere la ricapitalizzazione delle banche e poter permettere agli istituti di credito di riaprire i battenti prima che possa implodere una rivoluzione, una rivolta per le strade di Atene.

Si vorrebbe evitare, secondo Varoufakis, l’“Ucrainizzazione” della Grecia. Infatti è gia allo studio del Bitcoin, la moneta elettronica virtuale. Queste sono le probabili soluzioni che potrebbero salvare la Grecia per un primo breve periodo. Il danno sembra essere molto più grave e sicuramente non risolvibile solamente con una nuova moneta alternativa.

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